

66. Meccanismi psicologici del consenso di massa.

Da: B. Bettelheim, Il prezzo della vita. L'autonomia individuale
in una societ di massa, Adelphi, Milano, 1965.

Lo psichiatra e psicologo di origine austriaca Bruno Bettelheim si
 occupato pi volte di argomenti di notevole interesse non solo
psicologico o sociologico, ma anche storiografico. Trattando
alcune questioni fondamentali, quali l'influenza dell'ambiente
sociale sul comportamento e sulla personalit degli individui o i
meccanismi attraverso i quali la massa si identifica nel capo,
egli ha fatto riferimento a rilevanti vicende storiche. Nel
seguente passo descrive come Hitler si procurasse consenso di
massa attraverso due processi capaci di generare negli individui
senso di impotenza e allo stesso tempo cieca fiducia
nell'autorit: la distanza fisica  e la distanza nel tempo.


La distanza fisica dai dirigenti impedisce alle persone qualsiasi
di confrontare con la realt la propria fede nella buona volont
di costoro; processo questo che, del resto, si potrebbe rivelare
disastroso per il loro senso di sicurezza sociale ed economica.
Ci protegge anche la loro illusione che i dirigenti siano saggi e
corretti, illusione sulla quale essi basano la propria sicurezza
psicologica. Questo processo mentale  vecchio quanto la civilt;
nel corso dei secoli il potere del conquistatore ha sempre fatto
s che gli uomini lo investissero di ogni virt, anzi, che
talvolta lo trasfigurassero in un semidio o in un eroe. Questo
processo mentale sembra quasi inevitabile. Pi grande  il potere
dell'individuo sugli altri, pi grande il male che pu derivare da
lui. Quanto maggiore  il timore, tanto maggiore  il bisogno di
negarlo credendo nella sua virt.
La distanza che impedisce un controllo concreto della virt del
capo era sfruttata con grande vantaggio nello stato di massa di
Hitler. Il capo appariva in pubblico soltanto nelle grandi
occasioni, e sempre circondato dalle sue guardie del corpo, per
parlare a grandi masse di popolo. Cos si stabiliva una doppia
distanza fra lui e l'individuo: le guardie strette intorno al capo
e l'immenso uditorio impedivano ogni contatto personale.
Anche un altro genere di distanza veniva usato a scopo
intimidatorio: la distanza nel tempo. Le masse aspettavano per ore
intere l'apparizione del capo. Per tutte queste ore la loro
tensione era accresciuta, fino a diventare insopportabile, da
dimostrazioni, da musiche eccitanti e dalla semplice spossatezza
fisica. L'apparizione del capo e la fine della tensione che ne
derivava erano sentite come un grande sollievo emotivo, ed infatti
lo erano. L'apparizione del capo che portava con s quel sollievo
e la fine della tensione lasciavano l'impressione che egli avesse
un potere intrinseco per sollevare dalla tensione stessa. Questo
ispirava gratitudine e fede nel suo magico potere
sull'individuo.
Poich il contenuto del suo discorso non aveva nulla a che fare
col sollievo della tensione, qualunque discorso faceva sui
presenti l'effetto desiderato. Questo divorzio fra il contenuto
del discorso e il suo effetto sugli ascoltatori aumentava in essi
la fede nel carisma del capo. La superficialit e la bassa qualit
dei discorsi di Hitler e di Mussolini, quando li si ascoltavano
alla radio senza aver partecipato alla messa in scena che li
precedeva, erano, per la maggior parte delle persone, in forte
contrasto con l'impressione che l'apparizione del capo produceva
sull'uditorio fisicamente presente. In mancanza della tensione
artificiosamente creata dalla presenza del capo, il
radioascoltatore non provava alcun sollievo, e per questo il
discorso gli sembrava tanto scialbo.
Coscientemente o no, la distanza nel tempo  sfruttata anche dalle
persone importanti della nostra societ, le quali fanno aspettare
un inferiore prima di riceverlo. Questo d alla persona che
aspetta l'impressione della potenza del dirigente e della propria
inferiorit. Al contrario, ricevere immediatamente l'inferiore
aiuta a stabilire un contatto diretto, personale, amichevole, su
piede di parit.
Questo esempio mostra anche quali forze interiori siano all'opera:
col passare del tempo la persona che aspetta diventa tesa e
insicura, non pu vincere l'ansia crescente, il suo senso di
impotenza aumenta e indebolisce la sua posizione. Soltanto una
persona molto sicura di s (o una persona che non si curi
dell'esito dell'incontro) pu sopportare la tensione senza
diventare ansiosa, e perci insicura. Per questa ragione la
capacit di essere se stesso in una societ cos organizzata 
di nuovo in gran parte un problema di integrazione personale, e
non dipende interamente dalla struttura della societ.
